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domenica 29 marzo 2020
 
 
Non sempre il tempo la beltÓ cancella... PDF Stampa E-mail
L'ha scritt Pepp' Nest   
domenica 08 luglio 2007
 Primi anni 2000
Sabato mattina, prima colazione abbondante con pan di stelle, abbracci o tarallucci gia’ pronti farciti con nutella, latte ne’ troppo caldo ma neanche troppo freddo, con appena una punta di nesquick o similari prodotti di cioccolato in polvere ... ma giusto per arricchirne il bianco colore, sulla tavola anche un bel cestino di flauti al cioccolato e alla vaniglia ... magari non ci sentissimo ancora rifocillati.     
Apro il mobile dove solitamente si tiene il pane e noto che nella busta ci sono solo due misere miniciabattine di farina al caucciu’, mentre arroganti in bella mostra ci sono scatole di corn flakes e cereali vari di tutte le marche, integrali o con integrati, scorte di confezioni maxi dei biscotti del mulino gia’ menzionati perche’ mai si deve restarne senza, mentre all’angolo, in sordina, due boccioni da 300 grammi di nutella sembra facciano da guardie del corpo a tutto quel ... ben di Dio.

Poi uno sguardo al rifornimento in frigo,  sul vano porta, al posto delle uova, sfilze di confezioni multiple di kinder ... dalle barrette + latte e - cacao ai kinder cereali che bisogna tenere al fresco perche’ fa caldo, poi i pingui’ e i paradise, piu’ sotto brik di svariate bevande al latte con gusto cacao, fragola, mirtilli  ......
Sulla prima mensola  del frigo primeggiano confezioni di formaggi freschi philadelpia e robiola, vaschette trasparenti con prosciutto crudo e speck, salamino rigorosamente di felino perche’ e’ il piu’ gustoso, una vaschetta a scomparti separati con formaggi di varie qualita’, in un’altra vaschetta invece quel che resta di una ruota di salsiccia secca dolce ed una quasi intera di quella piccante ... fortunatamente troppo piccante per loro.
Chiudo e salto al vano congelatore, due vaschette di carte d’or, scatole di cornetti algida, una di magnum, cuccioloni mignon ... ue’ ci sono anche i ghiaccioli! ....
Nel secondo scomparto invece ecco le buste di patatine fritte ... fortunatamente ci sono anche i findus in forma di pisellini primavera e a cubetti di spinaci, ma ci sono anche i bastoncini di pesce e panzerottini quattro salta e friggi, nonche’ impanatini prefritti di tutti i tipi, al pollo al manzo, hamburger e ....
Torno al vano superiore, uno sguardo piu’ attento mi fa notare che tra i vari brick di succhi di frutta e le vaschette di carne ...... c’e’ lei, .... stupenda ... la prima cosa che noto e’ la sua corona dorata con il centro rosso, poi il suo collo adornato dalla piccola etichetta che indica  “Dal 1919”  ...  nel suo abito da 33 cl. di un marrone quasi romantico, un gonnellino rosso e bianco con ricami dorati ed il suo nome in bella mostra sullo sfondo bianco ...  BIRRA RAFFO.
L’afferro con volutta’, appena e’ tra le mie dita la sento come animarsi,  soddisfatto sbatto il portellone del frigo mentre lei appena ne e’ fuori comincia a sudare come terrorizzata ... come se presagisse la sua fine ... faccio due passi, uno sguardo veloce al cassetto che contiene l’accessorio che mi permetterebbe di rimuovere la sua corona con facilita’ ... troppo lontano,  sul tavolo il mio accendino, compagno di molte avventure, mi agevola il compito e, da bravo cozzaro, in sole due mosse la corona e’ rimossa.
Un leggero scoppio mi sottolinea che la sua temperatura e’ quella giusta, non troppo ghiacciata, proprio come piace a me, ormai la sua testa e’ scoperta, sempre piu’ vicina alla mia bocca finche’ sento il suo fluido scorrere attraversando la mia gola con una soave sensazione di benessere ...

Primi anni 70 ...
Sabato mattina, prima colazione abbondante con latte e, se ne e’ rimasto, un po’ di caffe’ ... ma giusto per arricchirne il bianco colore, due cucchiai di zucchero e fette di pane di Laterza, ... sulla tavola anche un bel cestino di ... fette di pane di Laterza, pero’ del tipo abbrustolito nel forno a mo’ di bruschetta, per me anche piu’ buono di quello fresco, anche perche’ la parte ben scottata ... diciamo pure bruciata, procura al latte un colore piacevole che ti puo’ evitare di metterci il caffe’ se e’ finito.
Apro il mobile dove solitamente si tiene il pane e noto che nella busta c’e’ una mezza ruota di pane di Laterza e quattro rosette che sembrano quello che sono.
Poi uno sguardo al rifornimento in frigo,  sul vano porta, ... al posto delle uova ... le uova, piu’ sotto il burro e cinque sei boccaccetti di prodotti della famosa azienda  produttrice  “fattincasa” ... senza marca, conservanti e coloranti ... ma a guardarle bene .... manca anche la scritta “da consumarsi preferibilmente e la data” ... quindi assolutamente sconsigliato il consumo a lungo termine, ... ma comunque non ci arriverebbero lo stesso a lungo termine.
Sempre sul vano porta c’e’ il tascone porta bottiglie con svariate bottiglie di vetro contenenti acqua, salubre e corroborante aqua, ... la marca?  ... “dirubinetto” ovviamente, la migliore, ricca di sali minerali, senza cloro, una sola di loro contiene una bustina di "frizzina", ma giusto per renderne il gusto un po’ piu’ .... diciamo cosi’ “esotico”!
Sulla prima mensola  del frigo primeggiano coricate ma ben tappate due bottiglie di essenze colorate, una all’amarena ed una alla menta, a loro fianco un mezzo melone rosso fuoco, mentre sulla seconda mensola l’altra meta’ .... miii ecco il profumo che ho sentito appena aperto il frigo!
Affianco alla seconda meta’ del melone un tegame con coperchio cela tre quattro porzioni di parmigiana ... solo che a prima mattina il profumo non mi aggrada molto, ... nel corso della giornata magari ... chissa’.
Apro repentinamente il vanetto congelatore e li’ la sorpresa, ... due formatori di cubetti di ghiaccio in alluminio e, come dei soldati in formazione, quattro supporti per fare i ghiaccioli, sempre di marca “fattincasa”  con le essenze, anch’essi rigorosamente in alluminio stampato.
Chiudo il vanetto ghiacciaio e torno a guardare ancora piu’ in basso, una coppa in plastica verde rigata, marca moplen, ricoperta da un piatto attira la mia attenzione, sollevo il piatto e ci scopro la favolosa sumenta di pomodoro, ... ovviamente sempre della famosa marca di cui sopra, ... ma mi ripeto che e’ ancora troppo presto per gustarne la bonta’.
Sbircio meglio sul fondo del frigo, ... oltre all’essenziale ... c’e’ ben poco, ... insisto e .... c’e’ lei, stupenda ... la prima cosa che noto e’ la sua corona dorata con il centro rosso, poi il suo lungo collo ...  nel suo abito da canadese di un marrone quasi romantico, un gonnellino rosso e bianco con ricami dorati ed il suo nome in bella mostra sullo sfondo bianco ...  BIRRA RAFFO.
L’afferro con volutta’, appena e’ tra le mie dita la sento come animarsi, sbatto soddisfatto il pesante portellone del frigo mentre lei appena ne e’ fuori comincia a sudare come terrorizzata ... come se presagisse la sua fine ... faccio due passi, uno sguardo veloce alla vaschetta in moplen a portata di mano che oltre alle posate contiene anche l’arma del delitto, ...  l’accessorio che mi permette di rimuovere la sua corona con facilita’ ... da bravo giovane cozzaro in sole due mosse la corona e’ rimossa.
Un leggero scoppio mi sottolinea che la sua temperatura e’ quella giusta, non troppo ghiacciata, proprio come piace a me, ormai la sua testa e’ scoperta, sempre piu’ vicina alla mia bocca finche’ sento il suo fluido scorrere attraversando la mia gola con una soave sensazione di benessere ...
Improvvisamente una sagoma familiare mi si prospetta innanzi con fare minaccioso ... non vorra’ mica sottrarmi il prezioso nettare che sto ingordamente ingurgitando ....
Azz ... e’ mia madre che dapprima sbalordita mi guarda con gli occhi che velocemente si infiammano di collera ... quella maledetta vaschetta in moplen a portata di mano contiene anche la famosa cucchiara in legno mia acerrima nemica,  lei la afferra al volo, ... subito dopo mi acchiappa per capelli e mi grida .... <Disgrazziate ... e mo’ attanete ce’ss’adda bbevere a’ menzadije!> ... (disgraziato ... ed ora cosa berra’ tuo padre a pranzo) ...

E come al solito .... mudu’ ce’ mazziatoneeeee!!!

pepp’ che ... sara’ per questo che ancora oggi, quando bevo la mia Raffozza ...  sento ancora bruciare la chiappa destra ... per la cucchiaiata educativa ricevuta.
 
< Vid quidd d'apprim.   Vid 'nnotre. >
 
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