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Elogio alla chiangarella PDF Stampa E-mail
L'ha scritt mbaViciiinz   
mercoledý 26 settembre 2007
 PROSA
Le forme tonde, il colore chiaro.
Già il solo guardarti mi intenerisce e l'acquolina sale.
A te chiangarella, simbolo di una tavola e di un Tavoliere; a te mi riempi la bocca di dolci ricordi.
Nasci dalla semplicità, acqua e farina, ma per mostrarti nella tua finale bellezza ci vuole arte, pazienza e amore.
Che dire di te poi nelle tue varie vesti? Sei superlativa nel formare l'Italico tricolore con i rossi pomidoro e con la larga foglia di basilico. Emani aromi di campagna e di mare quando di rape e acciughe ti vesti per ricordarci da dove veniamo. I coppini fatti apposta per raccogliere gusto e restituirlo a me lì mi perdo tra i sapori.
Spesso sei troppo lontana e ne sento la distanza, la gola chiama e lo stomaco si stringe. Impossibile resistere oltre; mi rimbocco le maniche e ti vengo incontro.
Sulla spianatora ci intrecciamo, tra le mie mani sai prendere vita e forma.
E così, nuda e piena davanti ai miei occhi, colmi ogni mio vuoto.
VERSI
Pasta sana col cuore della mia Puglia bella.
Io ti adoro tonda e bianca chiangarella,
che tu sia di rosso pomodoro vestita,
che tu sia di fini rape guarnita.

Olio di gomito per trombare ad arte le farine;
lunghi serpentelli si mutano nelle amate cupoline.
Illumini la mia tavola ed il mio cuore.
Non so stare a lungo senza il tuo sapore.

Anelo ogni momento il vederti ed il gustarti;
morbida prima, poi dura ed infine calda mangiarti.
Immenso il piacere di modellarti tra le dita.
A te chiangarella... Sapore di vita.

AMARCORD
Apro gli occhi, sono già sveglio come spesso capita ai bambini di nove anni come me.
Oggi è un giorno speciale.
Guardo la cartella lì sulla sedia con una sguardo a metà tra l'indifferente e lo schifato.
La domenica profuma di festa e i vestiti sono più belli e freschi.
Il latte, i biscotti - quelli fatti in casa certo - e poi giù in strada.
Alle 9 Messa del fanciullo alla Madonna della Fiducia.
La funzione vola via veloce tra un canto, una sfida a dito di ferro e una linguaccia alle bambine vicine che qualche anno dopo causeranno le prime pene d'amore.
Di corsa a casa, lì c'è da fare!
Entro in cucina, il "centrone" nel ripostiglio è già orfano della spianatora di mamma che troneggia ormai sul tavolo.
Il chilo di farina, accuratamente trombato, è gia per metà trasformato in chiangaredde tonde di una precisione Giottesca.
Le mani esperte della mamma sembrano volare; come sempre le guardo affascinato.
So qual'è il mio compito, inizio a prendere quelle più secche usando una vecchia cartolina che rappresenta un improbabile paesaggio di una Roma che fu e le sposto sul vassoio gia copertoda uno strofinaccio di cotone rosso a quadri.
Ora il mio angolo di spianatora è libero, prendo il "mio" coltello a punta tonda e senza sega, allungo il serpentello di pasta e inizio anch'io a "creare".
Spesso futurismo, astrattismo e addirittura cubismo intervengono inaspettati a contrastare le mie creazioni.
La pasta vergine sta per finire, un'occhiata alla mamma che capisce e acconsente; lascio il coltello e prendo il ferro a sezione quadrata e parto per l'avventura "friscieddi" come si chiamano a Ginosa.
Una raschiata col coltello alla spianatora, una passata col panno umido e il centrone nel ripostiglio riprende il suo possesso.
Mi siedo davanti alla TV, la mamma mi porta un paio di polpette sfritte col vino prima di passare le altre nel sugo e l'annunciatrice completa la mia felicità domenicale: Va ora in onda "Oggi le comiche", presentate da Renzo Palmer

Buona chiangarella a tutti 
Ultimo aggiornamento ( venerdý 28 settembre 2007 )
 
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