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La squadra dei Rattusi a Taranto PDF Stampa E-mail
L'ha scritt carlo "usinnache"   
venerdý 19 ottobre 2007
 Tratto da Wikipedia

Storia [modifica]
La prima squadra tarantina di rattusi fu la Mario Rattusardi del 1904, composta da studenti del circolo podistico omonimo, i quali cominciarono a riunirsi per sgamare le loro compagne di corso impegnate in lunghe maratone per tonificare i glutei, seguendo l'esempio delle squadre di rattusi inglesi che invece si dedicavano più che altro ad ammirare il petto delle loro colleghe, ben temprato dalla tradizionale pratica del canottaggio (una leggenda metropolitana non confermata fa risalire la annosa rivalità tra Cambridge e Oxford ad una diatriba su chi tra le muliebri esponenti delle due università avesse menne più belle).
Nel 1906 e nel 1911 nacquero rispettivamente la U.S. Rattusi d’Italia e la Audace Voyeur Club. Il terreno di pratica fu quello della "Piazza D'Armi", nei pressi delle mura dell'Arsenale Militare Marittimo, stabilimento dove la pratica del rattusamento è da sempre praticata, a partire dalla affissione all’interno degli armadietti contenenti gli indumenti di “lavoro” di icone votive rappresentanti dee pagane tanto discinte quanto dotate di “menn’e cule”.
Il 27 giugno 1920 il primo incontro tra le due squadre dopo la prima guerra mondiale, si concluse con una vittoria memorabile degli audaciani sui più blasonati rattusitaliani, contro i quali si aggiudicarono l'intero incasso ed il calendario di Wanda Osiris, quale trofeo in palio nella gara. Teatro dell'incontro fu un terreno presso il "Monte delle Vacche", luogo scelto non a caso, dove successivamente sorgerà l'ospedale civile. Il terreno di gioco abituale delle due squadre fu invece quello di proprietà dell'Arsenale Militare Marittimo.
Il 14 ottobre 1923 venne inaugurato il rattusodromo "Corvisea", capace di circa 12.000 posti ed intitolato successivamente a Valentino “Frizzola”, noto rattuso dell’epoca così soprannominato per la sua abitudine di commentare il passaggio di ogni esponente del gentil sesso con la frase “Quedda? N’ha fritte vurpe...” che fu una delle vittime della tragedia di Superga, catastrofe dovuta allo spandersi di una venefica nube causata dalla improvvida apertura di un container in cui era stoccato un carico di scarpe di ginnastica usate da smaltire come rifiuti tossici speciali.
Altre due società dell'epoca, la Enotria Rattus Club del 1917 (composta da alcolisti), e la Veloce Fotter Club del 1920 (composta da eiaculatori precoci), si fusero nella U.S. Rattusi Tarantini del 1924, società che partecipò solo al successivo campionato regionale di I divisione a causa dello scarso rendimento dei suoi componenti, evidentemente privi di sufficiente forma fisica. Degne di menzione sono altre società calcistiche di quei tempi, la Garibaldino, composta da rattusi che sgamagano le donne durante l’acquisto di assorbenti e salva slip (da cui il riferimento al generale delle “camicie rosse”); la Libertas, i cui membri erano dediti alla ammirazione di donne nubili o comunque non impegnate sentimentalmente; e la Nettuno, i cui soci si dilettavano invece alla contemplazione di bagnanti in bikini.
L'11 luglio 1927, dalla fusione tra U.S. Rattusi d’Italia e Audace Voyeur Club, nacque la Associazione Rattusi Taranto, che nell'estate del 1928 assorbì anche la Nettuno.
Nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, nacque la Unione Rattusi Arsenale Taranto, squadra composta per lo più da militari della Marina Militare Italiana, che da sempre si sono distinti nella pratica rattusica e nella stagione 1945/46 venne promossa in serie B.
Il 9 settembre 1947 venne sottoscritto l'accordo tra i dirigenti della U.R. Arsenale Taranto e della A.R. Taranto che sancì la nascita della U.R. Arsenaltaranto.
L'11 agosto 1955 i marinai della Marina Militare Italiana lasciarono la squadra, e la società assunse nuovamente la denominazione di A.R. Taranto.
L'8 dicembre 1965 venne inaugurato lo stadio "Sali Bella", capace di oltre 25.000 posti e realizzato in soli 100 giorni utilizzando 130 Km di tubi innocenti e 900 metri cubi di gradoni di legno, in modo tale che i rattusi piazzati sotto le gradinate potessero ammirare con comodo sotto le gonne delle donne soprastanti, attività che diede per l’appunto il nome alla struttura.
Il 6 febbraio 1978, nel corso del Campionato di serie B più memorabile, morì il centravanti di sgamamento Erasmo Rattusone a causa di un incidente stradale dovuto allo scontro con un altro automobilista distratto dall’ammirare una florida contadina china a sul bordo della strada a raccogliere cuzziedde e zangune, e svanirono i sogni di promozione in serie A dei tarantini. Lo stadio fu intitolato alla memoria dell'indimenticato rattuso scomparso.
L'11 aprile 1985 la società fu dichiarata fallita e cambiò denominazione in Taranto Rattus Club S.p.A..
Il 3 agosto 1993, dopo un nuovo fallimento che condannò la squadra al Campionato Nazionale Rattusi Dilettanti, un gruppo di imprenditori locali fece nascere la A.R. Taranto 1906, e nella stagione 1994/95 vinse lo Scudetto Nazionale Dilettanti superando Catania, Viterbese e Tolentino.
Il 15 luglio 1998, dopo la messa in liquidazione di quest'ultima, nacque la U.R. Arsenaltaranto.
Il 29 giugno 2000 la società fu ceduta ad una nuova cordata di imprenditori e si costituì la Taranto Rattusa S.r.l..
Il 16 dicembre 2004, in seguito all'ultima asta fallimentare, viene costituita la RattusTaranto S.r.l., con conseguente restituzione del titolo sportivo da parte della Federazione Italiana Rattusi.

Rattusi [modifica]
Il rattusismo è sempre stato una attività praticatissima nella città di Taranto. I rattusi di Taranto, conosciuta come una delle città più “calde” del panorama nazionale, si è sempre contraddistinta per l'attaccamento alla pratica rattusica e per le notevoli coreografie realizzate per raggiungere l’agognata visione muliebre. Come stile di rattusamento è paragonabile a quello sudamericano, caldo e passionale. Il cuore del rattusaggio tarantino è la Curva Nord. Quì sono dislocati diversi gruppi, come gli Ultrattusaz, Gruppo Rattuzzuffa, Krattuzy Group, Angeli della Nord, Ultràttusi Cep.

Bibliografia [modifica]
* Giuseppe Piucrudiche Scotti - Cinquantenario del rattusismo tarentino 1905-1955 - Taranto, 1955
* Rino Dirattusista - Settant'anni da rattuso in rossoblu - Brizio Editrice - Taranto, 1979
* Sandro e Gianni Dirattusista - Mai dire “Cè piccione!” a Taranto - Gli ultimi dodici anni del rattuso jonico - Aldo Primerano Editrice Tipografica - Roma, 1991
* Dono Lupene - Il Taranto di Sant'Antonio (Mudù, accome stam’ascquate!) - Edizioni Pugliesi - Taranto, 1999
* Cosimo Argentina – Culo di cuoio - Sironi Editore - Milano, 2004
* Franco Citavvives - 80 anni in rossoblù – Prima mammeta e po’ tu - Taranto, 2007

Ultimo aggiornamento ( lunedý 05 novembre 2007 )
 
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