l'aggarbatissimo

Dizionario di Tarantonostra

Aùro

Spiritello o genio domestico; appare nelle case, di solito verso l'alba, sotto forma umana o animale (cane, gatto, colombo). C'è l'auro buono, che da baci e carezze, lascia monete e rassetta il letto, e c'è quello cattivo che nasconde gli oggetti, spettina i dormienti e produce lividi che vengono appunto chiamati "pizzeche de l'aure".
L'auro può essere proprio di una abitazione, e allora non la abbandona mai, o appartenere ad una famiglia, che allora segue nei suoi spostamenti. Questa credenza è propria di molte popolazioni
(folletti, gnomi, elfi) e deriva provabilmente dalla credenza romana dei "Penates familiares", che erano spiriti custodi della casa che seguivano la famiglia nei suoi movimenti. Il nome AURO deriva invece dai LARES, spiriti sempre romani, che non abbandonavano mai la casa dove risiedevano.
L'auro è chiamato in causa ogni qualvola in casa succede un fatto inspiegabile, sia positivo (come del denaro trovato sotto una poltrona)che negativo, essendo in quest'ultimo caso un buon capro espiatorio per adulti e bambini ("ci ha skasciat u vitr d'a finestr cu u pallon ? - I non n sacch nint ! - Vuè vid ca è stat l'aure !")
Tratto da "Radeche vecchie" Mandese Editore. Insieme a l'auro un'altra figura molto legata alla superstizione è la    F malombra