l'aggarbatissimo
Indica una azione rude e fallosa durante una competizione sportiva, che sovente lascia a chi la subisce delle conseguenze più o meno notevoli (quello che alcuni cronisti definiscono "gioco maschio").
Il verbo è usato per lo più in forma passiva: "Agghi'shucat'a pallon e m'onn'azzugnat !", poichè chi "azzogna" ritiene di non fare altro che il proprio dovere di bravo giocatore e lungi dalla sua mente l'essere poco meno che corretto. Il tutto va ricondotto nel panorama delle accese dispute calcistiche che venivano disputate dovunque ci fosse un minimo spazio disponibile e che venivano regolate dalle
seguenti scarse regole:
1 - chi arriva a 12 gol vince (quando le squadre si equivalevano tecnicamente era la resistenza fisica a fare la differenza).
2 - Non si "sbonna" (già era difficile trovare chi volesse stare in porta, se poi il malcapitato era pure oggetto di tiri al limite della esecuzione capitale ...)
3 - Non ci sono regole.
Chiunque ricorda che quelle competizioni avevano più tratti in comune con il medievale calcio fiorentino che con l'eleganza di tocco di un Baggio o di un Platinì, ma tant'è ...