l'aggarbatissimo
Oggetto di varia natura e specie utile alla espletazione di un compito o di una attivita'.
L'origine del lemma e' senza altro da ascriversi al variegato mondo del lavoro artigianale, che tanta parte ha avuto nella formazione del carattere dei nostri conterranei; Nell'ambito della "bottega" artigianale infatti, difficilmente il "maestro" insegnava esplicitamente al "uagnone d'a putea" (discepolo) in quanto conscio che quest'ultimo, una volta raggiunto un sufficiente grado di preparazione lo avrebbe abbandonato per esercitare l'attivita' in proprio diventando cosi' un temibile concorrente ( Ft'agghia mparà e t'gghia a perdere). Quindi "Il mestiere si rubava con gli occhi" e solo i piu' svegli e portati emergevano dal ruolo di generica bassa forza addetta alle pulizie ed all'acquisto per conto del "mestro" di generi di prima e seconda necessita' (caffe', sigarette, ecc.). Durante lo svolgimento dell'attivita' lavorativa il discepolo attento doveva gia' sapere quali attrezzi sarebbero necessitati e doveva passarli al "maestro" non appena questi li avesse necessitati. Ecco quindi nascere il termine "fattapposta", che individua il giusto attrezzo per quella particolare attivita' che si sta svolgendo in quel momento, termine che veniva percio' usato dalla stessa persona, nell'arco della stessa giornata, per individuare oggetti e/o attrezzi diversissimi tra loro, accomunanti pero' dalla caratteristica di servire subito al richiedente ("Giua', passam u fattapposta p'aggiusta' a rezz" - Giua' passam u fattapposta p' batter u chiumm").