l'aggarbatissimo
La particolarità della seppia, il tentacolare cefalopode che popola i nostri mari e le nostre tavole, è quello di emettere, quando in pericolo, un liquido nero che vale a nasconderlo dai predatori e che in vernacolo si chiama ___.L’ittiologo congolese Hailè Susammamamtm’meng (Kinshasa, 1956 - vivente), preparatore atletico della nazionale di spizziddo del suo paese, afferma sicuro che il termine sia ispirato al miele, a causa del sapore dolciastro che detto liquido darebbe all’acqua da esso intorbidata.A questa interpretazione oppose vivace contestazione il filologo francese Francoise de Saint Oustait (Lione, 1944 - Cauro, 1999) che nel suo sferzante panphlet "Ossi di seppia e ogn du cazz - ipotesi di anatomie inesistenti" fa discendere il termine dalla parola "melas" che in greco antico indicava il nero.La diatriba prosegue ancora oggi e legioni di eruditi di accapigliano in proposito.