l'aggarbatissimo
con i termini "sculacchiare" o "spelacchiare" o "fare la pellecchia" si indica una vittoria al gioco netta e senza appello per il perdente. Nei primi due termini la "s" iniziale ha carattere evidentemente privativo, e ciò fornisce una loro prima esegesi. Con "sculacchiare" si intende quindi letteralmente "privare del sedere" in una duplice accezione: allegorica e storica. Il significato allegorico è evidentemente legato all'usanza popolare che usa il termine "culo" come sinonimo di "fortuna", da cui discende che chi sia stato "sculacchiato" è stato sostanzialmente privato di ogni e qualsiasi sostegno da parte della dea bendata. La versione storica si rifà all'usanza di umiliare gli sconfitti in battaglia sottoponendoli a sistematico stupro (e parlo degli sconfitti maschi, e la cosa chiarisce anche l'uso del termine "inculata" come sinonimo di imbroglio o situazione comunque negativa); questa consuetudine era in voga sin dai tempi dell'Impero Romano (così vi spiegate a cosa servivano le "forche Caudine", lo sconfitto piegava il busto per passarci sotto e. voilà, sotomajor!) e privava metaforicamente le vittime della potestà sulla loro zona gluteale. nche il termine "spelacchiare" ha secondo lo Stoppa due possibili origini, potendo discendere dall'italiano "spennare", usato con lo stesso significato di privare di tutti i beni materiali, così come da altre usanza dei tempi andati, un po' meno brutali di quella sopradescritta.
Capitava spesso infatti che chi non avesse più alcunché da vendere o
impegnare per far fronte ai debiti di gioco, vendesse i propri capelli a
compiacenti barbieri che realizzavano così toupet e parrucchini ad uso di danarosi clienti afflitti da imbarazzante alopecia. Questa pratica è tuttora in auge, tanto che in alcune zone dell'India i fedeli squattrinati offrono ai sacerdoti la propria chioma da destinare all'uso descritto. Sulla falsariga di una cessione più o meno volontaria, "spelacchiare" si può intendere anche come un "fare uno scalpo" virtuale; E' noto che i nativi d'America applicavano questa pratica agli sconfitti in battaglia così come il fatto che chi in passato non era in grado di pagare i propri debiti diventava schiavo del suo creditore, rimborsando col lavoro il proprio debito (ecco perché chi non paga il conto al ristorante finisce a lavare i piatti in cucina) e venendo distinto dagli uomini liberi da una evidente rapatura che più di qualsiasi distintivo o uniforme (che poteva essere tolto o svestita) marcava la sua condizione servile. Una variante più cruenta è "spellare" in cui si suppone che la vittima, non avendo altro da offrire, sia costretta a cedere la sua epidermide piuttosto che i capelli, ispirata anche questa a antichi rituali guerreschi ("Fare la pelle" all'avversario) o, per i più acculturati, alla commedia "Il mercante di Venezia" di Shakespeare.