l'aggarbatissimo

Dizionario di Tarantonostra

Vorpi

Polipi. Oltre che per esigenze culinarie il termine si usa per la celeberrima frase "Ne ha frusciuto di ___!!" riferendosi a una donna che ha avuto un’intensa vita sessuale (anche "ne ha fatto di battaglie!") Aver fritto molti polpi è sinonimo di molta esperienza. Rivolto a soggetti di sesso maschile, esprime conoscenza e/o apprezzamento per l'esperienza acquisita nella vita e/o nel lavoro, evidenziata spesso dalla conoscenza di "trucchi del mestiere" . es. "Riganò aijere ha fatte n'otre e ddò golle" - Ehhh cumbà, n' ha fritte vurpe u uagnone!". L'espressione rivolta a soggetto femminile indica vasta e lunga pratica sessuale, quasi esclusivamente condotta con compagni non regolarizzati dalle liturgie religiose o da riti civili. Es. "Marie s'ha spusate; dopp'ca n'ha fritte vurpe,mò s'ha truate nu stuedeke ca s'ha pigghie". Credo che l'origine del detto si debba alla laboriosità della preparazione del polpo, che prima di essere cucinato va battuto, frollato e poi cotto in maniera da renderlo morbido ma non troppo.
VURPE N'GULE (Polpo nel sedere): Espressione canzonatoria ed offensiva al pari di "Recchie di gomma", "chine d'sive", ecc. L'origine sembra risalire al fatto che il polpo veniva pescato portando al traino dalle barche una zampa di gallina a cui il polpo si attaccava con i suoi tentacoli. Specialmente durante le battute di pesca notturna (a jacche) venivano impiegati anche altri oggetti chiari di varia natura. In particolare ho sentito che alcune matrone ponevano i loro imponenti glutei pallidi e scoperti a bagno sulla battigia, in attesa che l'ignaro animale vi si attaccasse con i suoi tentacoli, segnando così la sua fine dovuta ad un rapido e preciso morso alla testa. La sensazione del tentacolo sulla ratica sicuramente portava a rizzarsi molto velocemente e questo fatto penso abbia portato per analogia ad appellare come "Vurpe n'gule" chiunque abbia una andatura ritta e sussiegosa. (cfr. anche "Sparame m'bitte", "Zipper' n'gule" , ecc.).