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La Striscia |
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Corriere del Giorno |
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Detti Popolari
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INTRODUZIONE
(parlando con decenza...)
La Storia è maestra di vita, si dice, è da quando l'uomo ha iniziato a rapportarsi con i suoi simili, prima ancora che avesse tempo e capacità di scrivere quanto aveva imparato, il suo bagaglio di esperienze veniva trasferito alla generazione seguente tramite racconti e storie. Nel giro di pochi anni, la nostra società è stata praticamente stravolta, pochi di noi ricordano ancora nonni seduti vicino al caminetto o di fronte alla frasciera che raccontano episodi sospesi tra realtà e fantasia, pochi sono coloro che sanno chi sia l'Ignazio padrone dell'asino a cui si veniva paragonati quando si tornava a casa malconci dopo una caduta in bicicletta o una virile partita di pallone, pochi sono coloro che ricordano come e perché alcuni proverbi siano nati e pochi si avviano a diventare anche coloro che questi detti almeno li conoscono. Il miglior modo per imparare è insegnare a qualcuno, e così, grazie alla necessità di spiegare ad Archibald, mio impareggiabile maggiordomo, il significato di proverbi ed espressioni che spesso pronunciavo sovrappensiero, mi son cimentato nella esegesi e nella analisi di questi distillati di saggezza popolare, scoprendo un mondo che conoscevo solo in superfice. Ho ritenuto che questo mio modesto lavoro potesse essere di una qualche utilità anche ad altri, soprattutto a coloro che, per i più svariati motivi, sono lontani da Taranto e tentano di conservarne gelosa memoria; ed a questo punto è però chiarire una cosa: pur essendo nata dal tentativo di spiegare a chi non aveva pratica col dialetto la filosofia di vita ed un po' della nostra storia e cultura, questa raccolta di scritti riunisce espressioni che solo chi ha respirato i metallici fumi dell'Italsider può comprendere, modi di dire cinici e rassegnati che da sempre sferzano e consolano le rughe segnate dalla salsedine di chi dal mare trae gioia e dolore, frasi usate e abusate da tutti coloro che di fronte ad un forestiero, foss'anche il Papa, si presenterebbero con un <>.
Concludo chiedendo scusa per l'opinabile trascrizione del nostro dialetto ed augurandomi che i lettori vorranno apprezzare queste pagine per quello che sono: una esperienza divertente senza velleità artistiche o culturali, un gioco tra amici, uno scherzo che spero diverta chi lo leggerà tanto quanto ha divertito me che l'ho scritto. |
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Taras for tourists
( 4 oggetti )
Dear Friends, We all know that the English is the language of the Internet, so a few members of Tarantonostra have set up a short dictionary with the english translations of words and popular expressions of use on the Taranto’s roads. They will greatly help you when meeting people to catch what they say, make you understood and so fully enjoy your stay in Taranto.
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Grammatica
( 4 oggetti )
Che è imbortande nello studio di una lingua altrimenti parlam' parlam' e no capim' mai nind.
I verbi fondamentali all'indicativo presente
| Dovere
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Stare |
Andare |
| Agghie |
Stoc |
Voc |
| A |
Stè |
Vè |
| Addà |
Stè |
Vè |
| Amm |
Stam |
Sciam |
| Avit |
Stat |
Sciat |
| Ann |
Stonn |
Vonn |
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| Tenere
(il verbo avere nel senso di possesso non esiste) |
Essere |
Fare |
| Tengo |
So |
Fazz |
| Tin |
Sì |
Fash |
| Ten |
Iè |
Fash |
| Tenim |
Sim |
Fashim |
| Tenit |
Sit |
Fashit |
| Ten'n |
Sò |
Fashn |
Uso del congiuntivo
Praticamente inesistente. Quasi tutti i congiuntivi vengono sostituiti dall'imprefetto ("se lo sapevo te lo dicevo" etc) oppure, peggio, dal condizionale ("se lo saprei te lo direi"). Si incontra spesso il congiuntivo nelle frasi ipotetiche mancanti di ipotesi. In questo caso sostituisce il condizionale:
- Che faccio con quella femmina? Io mi menassi
- Io me ne stessi a casa stasera
- Teng na sete, ma facess na birra Raffo
etc.
Uso del gerundio
Praticamente inesistente anch'esso, tradotto con a + infinito. Pensiamo alle frasi:
- Cestè fasch? (Che stai a fare?)
- Stoc a mangie (Sto a mangiare)
- Cestè luccul? (Che hai da alzare la voce?)
etc.
Uso dell'imperativo
Diventa indicativo presente:
- Mangi tutto, sai bello!
- E compritela una macchina nuova, che questa è un rottame !
etc.
Uso del verbo dovere
Spesso usato al posto del futuro, quando molto prossimo, anche nel caso manchi l'obbligo:
- Dove devi andare? - Devo andare a fare un servizio
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Esercizi
( 3 oggetti )
- Esercizi per gli studenti di tarantino, accussì facit' bella figur'
1 – Leggi e traduci
Ieri mi acchiavo ai Tamburi per accattare un po' di carne che dovevo fare le braciole. Mentre che camminavo ho visto un piccione di zilata tutta inciuppinata e le ho fatto un complimento un po' pesante. Improvvisamente sono stato preso alla sgordona da un ricottaro, un morsi di carnevale che non finiva più, mi ricordo che portava la canottiera alla smerza. Mi sono preso una goccia perché avevo paura che mi faceva una caricata di mazzate. Quello continuava a trementere così mi sono messo a correre.
- Ehi, biondo, che vai di pressa? Ancora ti fai male a correre così – mi ha detto
- Devo andare a fare un servizio - ho detto tentando di svicolare
Intanto il posto si stava riempiendo di un ammuzzo di ricottari, vastasoni e zilate che lucculavano:
- Awwandal a quidd, sfracaniamolo di mazzate a quidd chiattone!! –
- Dall a quidd, dall !
- Nà, quando gli sbonniamo la macchina
Cominciavo ad avere davvero paura, pensavo che mi avrebbero preso e menato a trozzoloni da sopra al ponte della ferrovia. A un certo punto uno dietro di me mi ha tuzzato e mi ha fatto inchianare sopra a casa sua.
- Pizza che paura, mi sconocchiano le gambe. Grazie assai – dissi – mi fossi affogato una gamga, quelli mi stavano per fare a santo lazzaro
- E tu non gli potevi menare un chiantapane in testa? - disse lui - comunque hai avuto più culo che sentimento ad incontrare me
- Alanga loro... mannagghia a Sant Nint ! - conclusi arrovigghiandomi le ndrame
Ovviamente ero ospite di un capo ricottaro, di quelli che non si spaventano davanti a niente, mi ricordo indossava una bella camicia schattosa verde e rossa. Entrò una gnofa pazzesca che seppi essere sua sorella e mi offrì un caffè accompagnato da una guantiera di pettole che andarono proprio sotto all'osso. Dopo essermi arripigliato fui tentato dal chiedergli se potevo uscire sul loggione e menare un po' di craste in quedd a quei vastasoni, ma mi trattenni per dovere di ospitalità. In realtà tutto quello che volevo dopo questa brutta avventura era tornare a casa e prendere di ponte il letto sperando che il mio ospite non facesse la cascetta
2 – Scegli la risposta giusta- Secondo me Pino e Carmela si sono messi insieme
N' … l'hei dat! … gul … mocc … gap
| - Ma l'hei vist a quidd? E' proprie nu tip…
… .curiùs … .fizzus … .nzvus
|
?
… mannat … sprusciat … sbonnat
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… e quist so l'ov … grazie, anche a Lei … e dall'
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… mena … esci … tuzza
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- Un piatto cade e si rompe
… ngul ! … squash ! … awwand !
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- Che bella femmina ! E' proprio un morso di…
… carnevale … cauro … piccione
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- Che puzza ! Chi è che sta menando…
¨ … ficozze ¨ … senanche ¨ … loffe
| - Guarda quella, tutte le tette da…
¨
… fuori … sopra abbash … vajassa
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Questionario- Domanda da 1 Raffo :
I famosi due mari di Taranto sono : 1) Mar Pigio e Mar Pagio 2) Mar Zigo e Mar Zago 3) Mar Mocchio e Mar Mitta 4) Mar Piccolo e Mar Grande 5) Mar Caspio e Mar Morto 6) Mar Grande e Mar Medium
| - Domanda da 2 Raffo :
Il museo di Taranto è famoso per : 1) Gli ori 2) Gli ottoni del golfo 3) Le ceramiche di grottaglie 4) Gli stronzi di riace 5) Gli zinchi di Zanchi 7) I Marmi di San Brunone
| - Domanda da 4 raffo :
Il Ristorante Pizzeria Citemmuerte a San Vito è famoso per : 1) Il Polipo alla Puttanesca 2) Le faloppe di falloppio 3) Penne all'inchiostro ( di calamaro ) 4) Pizza Citemmuerte 5) Riso patate e cazzi ( di RE ) 6) Risotto alla dio me ne Scampi
| - Domanda da 8 Raffo :
Il Famoso ristorante in P.zza Ramellini si chiama: 1) Cristo all'orto 2) Gesù Cristo 3) Madonna benedetta 4) Giuda Ladro 5) Il Basilico di San Pietro 6) Quo Vadis?
| - Domanda da 16 Raffo:
La marcia dei perdoni durante la Settimana Santa viene "scandita" da uno strumento chiamato : 1) Bottana ; 2) Droia ; 3) Troccola ; 4) Liberdina , 5) Madrona ; 6) Intranaus ;
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Duelli verbali
( 3 oggetti )
Una delle caratteristiche del Tarantino è quella di essere molto attivo verbalmente (sul fisicamente, penso che decenni di Arsenale e Italsider abbiano oramai perfezionato una atavica predisposizione a 'nno ffà nu cazz) percui è un punto d'onore avere sempre l'ultima parola in una discussione, possibilmente umiliando l'avversario, tanto da poter affermare: Muduu, a 'mmerd t'aggh'fatt' (a tale proposito si veda: Onest - Ngul t'rest & C.). A tale proposito riportiamo alcuni duelli verbali che esemplificano quanto detto.
Uccio: Cè pizz'ca teng ! Ciccio: Vòtata n'gul ! Uccio: No pozz', quann'è tost no s'pieg e quann'è mosch non c'arriv' ! (applausi) Uccio: Duman è Pasc ... Ciccio: E quist'sò l'ov (con la mano a cucchiaio a comprendere il sacco scrotale, ovvero "l'cugghiun") Uccio: E quist'è a carn pu brod' (stesso gesto ad evidenziare il membro virile, ergo "u cazz') (applausi e "sbatt'u cinc") vedi ordinanza Sindacale n° 2
Giuann: M'che! M'che: Ah! Giuann: Ngul! M'che: A te sul! Giuann: A me m sprusc e a te ve 'ungul (Motoooo a merd t'agghie fatt!!!) M'chel: Sin, ngul a sor't! Giuann: Ie sor non ne teng e sus a a sort m meng e pur ca a t'ness 'ngul a mamat a m'ttess M'chel: E mo che e ditt sta rim si strunz chiù d prim
Giuann: E mo che e ditt sta rispost vaffangul e statt a post!!!
Finale alternativo: E mò ca èe fatt' tutt' quist, pigghia u' cazz' e balla u twist
La linea 11 dell'Amat è divertente, ci trovi le signore che portano in braccio dei simpatici ventenni chiedendo al malcapitato occupante di un posto a sedere "maè ma fa'zzità ca teng'upiccinne?" Bè, una mattina mi trovo vicino all'autista e mentre il bus è fermo per il traffico vicino al piccolo bar una fiat decappottabile (124 o 128 non ricordo) comincia a suonare il clackson all'impazzata. Il robusto autista si sporge dal finestrino e rivolgendosi all'automobilista dice: "oooh cè ti piace a musica?!" l'automobilista beffardo risponde "è capite bbuene!" al che il nostro paladino risponde :" e vva suen l'tamburri cull'oss dell'muert d'mamt'!!!". Cala il gelo nel Bus. Corrado
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