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A cci je figghie a jatte, sciurge HA da pigghiare PDF Stampa E-mail
L'ha scritt carlo "U Sinnache"   
venerd 28 ottobre 2011
 Di ritorno da una battuta di pesca al gabbione nelle tempestose acque di fronte a Punta Prosciutto, ristoravo le mie stanche membra di fronte allo scoppiettante crepitio del caminetto del salone dei trofei nell'ala nord-ovest della mia umile dimora, sorseggiando un bicchiere di Raffo seduto sulla mia poltrona di cuoio.

Sfogliavo con nonchalance una copia del settimanale "Recente Colloquio", (una di quelle pubblicazioni a cui mi sono abbonato in un momento di autolesionismo psicologico) quando la mia attenzione è stata catturata dalla lettera di una lettrice, tale Clara Procarpe, che lamentava la eccessiva volgarità di un sito internet dedicato alla nostra Taranto.

A tale reprimenda si associava un redattore della rivista stessa, rincarando la dose ed aggiungendo che la volgarità andava di pari passo con l'ignoranza di cui l'autore del sito sembrava a suo dire ben fornito.

I primi pensieri sono stati evangelici, lontani ricordi di catechismo hanno sollecitato le mie sinapsi neurali, ricordandomi che nessuno è profeta in patria ed ammonendomi che prima di giudicare la pagliuzza nell'altrui bulbo oculare è opportuno occuparsi della trave nella propria pupilla.

Archiviato questo raro quanto improvvido momento di religiosità spicciola, mi sono interrogato sulla stranezza del connubio "volgarità - tarantino".

In tutto il mondo (oltre a non esserci nessuno come Jo Condor) tarantino è sinonimo di panariddo, cozzaro, zilata, grattino e chi più ne ha più ne metta (come disse John Holmes ad un suo collega attore).

Il commento è stato: A CCI JE FIGGHIE A JATTE, SCIURGE HA DA PIGGHIARE (chi è figlio alla gatta, non può fare a meno di acchiappare i topi).

Glisso elegantemente sul doppio e triplo significato del termine "sciurge" o "sciorgio" per non prestare il fianco alle accuse di pornografia dilagante e sottopongo alla cortese attenzione dei lettori l'analisi filologica del motto redatta da Guidalberto Cisape Addostè (Cortina da un pezzo, 1554 - colica renale causata dall'ingurgitamento di Raffo ghiacciata durante i festeggiamenti per la nomina della adorata moglie all'ambito titolo di Cavallerizza del Lavoro per l'indefessa opera da lei svolta in 35 anni di attività tra Viale Virgilio e Via Duca di Genova, 1605).

Il Cisape Addostè fu etologo insigne e studioso emerito del comportamento umano, a lui si deve la tipizzazione delle flatulenze nei gruppi di "Loffe" e "Pirdi" con la relativa descrizione delle caratteristiche di suono e odore utili al loro riconoscimento.

Nel suo studio comparato delle reazioni degli abitanti indigeni delle varie città del mondo alla presenza di tarantini nel loro agglomerato urbano, sapidamente intitolata "Ci erane megghie erane nuestre u stesse", il Cisape Addostè prende le difese dei tanto bistrattati figli di Taras, affermando con fiero cipiglio che un certo patrimonio genetico inserito nel DNA non può essere ignorato ne cancellato "ipso facto" da una semplice spolverata di regole di galateo apprese in maniera raffazzonata leggendo le risposte di Susanna Agnelli su "Oggi" o quelle de "Il dottore risponde" su "Cronaca Vera".

Vi sono pulsioni archetipiche che spingeranno sempre il tarantino a parcheggiare in doppia fila, a parlare con un tono di voce almeno 25 dB(A) superiore al necessario, a pensare come fare ad evitare una fila, a non pagare un biglietto, ad avere uno sconto; atavici imprinting lo porteranno sempre e comunque a considerare il Piccione (NON inteso quale figura retorica) sempre e comunque al primo posto nelle sue priorità, ben più importante di Dio, Patria e Famiglia e con il predominio solo a tratti insidiato dall'A.S. Taranto.

Un popolo che ha dato i natali alla Raffo bevuta a canna non può convertirsi come se nulla fosse al calice di Dom Perignon sorseggiato col mignolo alzato, non senza dare il via subito dopo ad una gara di rutti, perlomeno.

Così come il figlio del gatto DEVE naturalmente acchiappare i topi, così il tarantino deve comportarsi da tarantino, è più forte di lui; ovunque esso si trovi, di fronte a re, papi, presidenti, in Italia, all'estero, su Plutone, un tarantino si riconosce subito, così è e così sarà in omnia secula seculorum.

Ed a coloro che non accettano ciò, a questi autonominati difensori di un "bon ton" da cui non vogliamo essere infettati, a queste puzzette sotto il naso che arrossiscono a pronunciare la parola "pisello" anche se riferita al legume, a questi ipocriti che direbbero "topolatura" perché "zoccolatura" è volgare, vada tutta la nostra comprensione per l'amaro destino che gli è toccato in sorte, con la preghiera di rispondere ad una semplice domanda: Ma ccè campate a ffà a Tarde? Piccè nno ve ne sciate a Oxford ?

 
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