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domenica 12 luglio 2020
 
 
La Raffo dei miracoli PDF Stampa E-mail
L'ha scritt carlo "usinnache"   
gioved 29 luglio 2004

Un giorno Biwenabhirrha, l'allopatico esegeta, chiese quali capacità acquisisse il fedele bevitore di Raffo.
Il Maestro disse: Un giorno un sommelier dalla mentalità ortodossa, prodotto di un'austera scuola di gourmet, stava passeggiando sul lungomare, completamente assorto nel determinare quale vino si abbinasse meglio con una portata di "fave e fogghije" quando, all'altezza di piazza Ebalia, all'improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo l'invocazione rituale: "A cì no' se bev' a Raffo, ca u Signore n'gi dè u schkaffo; a cì a Raffo no' se gusta, ca chiù a pizz' no' l'intosta; a cì a Raffo non la ama, ca u Signore mo' s'u chiama!".

"Non serve a niente", si disse il sommelier, "perché quell'uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare "A chi non…", dice "A cì no'...".
Il fine buongustaio ritenne allora che fosse suo dovere - lui che aveva studiato con tanto zelo - correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l'opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l'idea sottesa nei suoni.

Noleggiata una barca, remò in direzione dell'isola di San Paolo, donde sembrava provenire la voce.


In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un cozzaro che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica.
"Amico mio", gli disse, "la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare". E glielo spiegò.


"Grazie cumbà", disse l'altro con umiltà, offrendogli in cambio la sua ultima Raffo ghiacciata in segno di ringraziamento.
Il gourmet rifiutò la bevuta perché il cozzaro non aveva il bicchiere giusto per gustare la birra ed inoltre la temperatura della birra non era quella ottimale e risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra possiede anche il potere di camminare sulle acque? Lui non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.


Mentre il buongustaio si allontanava dalla riva, dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti. Fu allora che udì un "A cì no'..." pronunciato con esitazione: il cozzaro dell'isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo ...


Mentre il gastronomo era assorto nelle sue riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell'errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il cozzaro della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell'acqua del Mar Grande…


Stupefatto il sommelier smise di remare. L'altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole: "Cumbà, m'ha scusà… m'ha spiegà n'otra vota accome se dice a' formula giusta ca me l'agghjie scurdate?"

Ultimo aggiornamento ( venerd 22 febbraio 2008 )
 
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