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sabato 11 luglio 2020
 
 
LASCIA PERDERE, JOHNNY PDF Stampa E-mail
L'ha scritt Annamaria "Penelope"   
luned 25 febbraio 2008
 Come dice il compare Thermos, la presenza dei fratelli Servillo vale già il prezzo del biglietto... Toni ci concede un'interpretazione felliniana di un musicista di provincia di scarsissimo talento e di grandi appetiti (in tutti i sensi... ), stropicciato dalla vita e dalla sofferenza di un amore non ricambiato da parte della musica; Peppe (per chi non lo sapesse, si tratta del cantante degli Avion Travel) interpreta, invece, un cantante "crooner" (penso si scriva così...), ovvero un cantante "confidenziale" che tanto andava di moda negli anni '60, dotato di una splendida voce, miope come una talpa,un po' sfortunato, legatissimo alla sua famiglia.
La vicenda ha come protagonista il giovane Jhonny, ragazzino di provincia amante della musica, che cerca di evitare il servizio militare in quanto figlio unico di madre vedova.
La musica,per lui, oltre che una passione, è anche un lavoro, un contratto, un modo per mantenere sua madre: ma è anche la scoperta di piccoli paesi che aspettano la scalcinata orchestrina di dilettanti in campagna, che suona sulla cassa armonica stonacchiando a più non posso, il mondo dei musicisti senza talento, l'incontro con chi la musica l'ha fatta ai grandi livelli, con chi, attraverso la musica, si esprime naturalmente, come fosse una seconda voce...
E' anche l'incontro con un mondo di impresari approfittatori, con possibilità improvvise di successo, e feste in luoghi vippissimi...
Ma è anche un mondo di amare delusioni e di tradimenti, nel quale non basta puntare su se stessi per far sì che la musica, oltre che una passione, diventi anche un lavoro.
Il film, nonostante la forma di racconto che incrocia l'onirico ed il realismo, ed alcune citazioni felliniane che ne rendono lo stile un po' disuguale, è da vedere per una serie di motivi:
1) come già detto, i due talentuosi Servillo;
2) l'interpretazione di Fabrizio Bentivoglio, indubbiamente uno dei migliori attori italiani (e, tra l'altro, per le commari: ma quant'è bbbono, st'omo?)
3) i "meravigliosi" doposci a pelo lungo bianco indossati dal protagonista lungo tutto il film per sembrare un po' hippy;
4) il fatto che la storia sia tratta dai racconti reali di Fausto Mesolella, virtuoso chitarrista sempre degli Avion Travel (che ho avuto pure il piacere di conoscere... ma è un'altra storia... ), e sia, quindi, un ritratto affettuoso e sognante di un musicista di provincia e delle sua fatica per arrivare al successo;
9) la colonna sonora, per la maggior parte dello stesso Mesolella, in puro stile Avion;
10) si tratta di un film italiano: quindi BISOGNA andare a vederlo (motivazione puramente nazionalistica).
Beh, spero che le ragioni vi bastino. Occhiolino A me il fim è piaciuto.
Ultimo aggiornamento ( marted 04 marzo 2008 )
 
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