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Cacciàte de casa, ‘Mbriache, Curnùte, e … cu ‘a giacca alla smerse… PDF Stampa E-mail
L'ha scritt Carmela "jatta acrest'"   
lunedì 10 novembre 2008

 Anche quest’anno  è arrivato San Martino,  Cacciàte de casa, ‘Mbriache, Curnùte, e … cu ‘a giacca alla smerse…
L’11 novembre è una data importante che  segna  e ricorda  tutti questi eventi...
- Cacciàte de case - perché questo giorno segnava la fine dell’annata agraria prima dell’arrivo dei freddi invernali. In questa data scadevano i contratti di mezzadria e i contadini con le loro famiglie, dovevano lasciare la loro casa nelle masserie e caricato il loro piccolo mondo suse nu' traìne, si incamminavano per trovare sistemazione altrove.


- ‘mbriache - questo non ha bisogno di spiegazione perché tutt’oggi , osservando il detto che dice che a San Martino ogni mosto è vino, tutti sappiamo che è il momento di assaggiare il vino novello.
San Martino patrono del vino dei vignaioli e degli ubriachi….infatti una leggenda racconta che:
San Martino era un grande estimatore del nettare di Bacco e spesso e volentieri si ubriacava.
Una sera d'inverno faceva molto freddo e San Martino lasciò a casa la moglie incinta per andare in una cantina dove si ubriacò.
Mentre egli tornava a casa, decise che per non dare fastidio alla moglie avrebbe dormito in cantina. Entrò giù nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro proprio dietro una grande botte., ma a causa del freddo, la notte morì!
Arrivato in Paradiso, Dio vedendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo.
La moglie lo aspettò invano, di lui non ebbe più notizie.
Ma da quel giorno si accorse che  da quella grande botte che lei teneva in cantina, più vino toglieva e più ne ritrovava. La notizia si propagò a persino il Prete lo seppe e andò a casa della vedova  per vedere quel miracolo,  osservò bene la botte e si accorse del corpo del santo dentro la nicchia e vide che dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. Da questo ramo cresceva continuamente l’uva e diventava vino.
Il Parroco decretò il miracolo e su quella cantina vi costruirono una Chiesa.


Ecco perché L’11 novembre si assaggia il vino novello accompagnato da castagne e dai nostri piatti tipici ma anche dai piatti della tradizione del giorno della festa dei cornuti…

- a' sciòtta – una zuppa di verdure, principalmente zucchine, patate e melanzane, pomodori, peperoni ….
Le patate e le zucchine sono Ortaggi che mantengono a lungo il calore, non si raffreddano facilmente, quindi le mogli potevano cucinare la mattina di buon’ora poi uscire per dedicarsi ad attività più alternative molto più divertenti, e al ritorno, servire ai mariti un piatto ancora caldo…

- a' bbinchiamariti - Una frittata a base di uova, formaggio, pangrattato, farina, prezzemolo… tagliata a fette e cotta in un sugo lento di pomodoro.  La frittata triplicava di volume e diventava soffice e gustosa.
Pochi e semplici ingredienti in grado di appagare la fame dei mariti che ritornavano dai campi… ma a conferma dell’eterno legame tra sesso e cibo, una moglie infedele nascondeva le sue scappatelle con scuse legate alla preparazione del piatto: le mancavano o le uova o il prezzemolo o la farina e per questo doveva uscire per procurarsi tutto il necessario; assenze che il marito non esitava a giustificare dopo essersi leccato i baffi per la soddisfazione.
Il nome di questo piatto infatti mette in risalto la credulità degli uomini, non solo per la soddisfazione del gusto ma anche per la scorpacciata di bugie che la moglie gli serviva come verità con contorno di “cicereamuedde”  (vezzi, coccole ….frizzi e lazzi)
E quando i mariti non rinunciavano al piacere di una spaghettata allora era tempo di “pasta ‘ndrutulate
La progenitrice dell’odierna pasta e burro -  “ la pasta dei cornuti per antonomasia.


Curnute
- anche se questo aggettivo non è stato sempre un dispregiativo.
Nell’antichità le corna simboleggiavano forza, coraggio, ardore e virilità. Nella tradizione greco-romana e’ simbolo di fecondita’ e felicita’.
Molte divinità e molti personaggi potenti venivano rappresentati con  un bel paio di corna più o meno grandi sulla fronte; un esempio è il Mosè di Michelangelo e le “corna d’oro” del dio Bacco.
Molti guerrieri in varie contrade indossavano elmi con le corna, e più erano importanti, tanto le corna sui loro copricapi erano imponenti.
Poi ad un tratto l’epiteto “cornuto” è diventato un insulto, da tanta altezza nella tradizione mitologica popolare le corna sono decadute a indicare la vittima del tradimento.  E il protettore dei mariti (cornuti) è San Martino.
Una leggenda vuole che:
Martino era gelosissimo, anche di sua sorella. Era così geloso che per evitare che qualcuno approfittasse dell’ ingenuità della fanciulla, preferiva portarsela sulle spalle. Ma un giorno la ragazza adducendo l’impellenza di un bisogno fisiologico, scese dalle spalle di Martino e andò dietro un cespuglio dove l’aspettava il suo fidanzato. Quando ritornò Martino nel prenderla sulle spalle si accorse che era diventata più pesante e capì che la sorella era riuscita a sfuggire al suo controllo ed era rimasta incinta.

E per finire ...

- a giacca alla smerse - perchè un’usanza goliardica vuole che i potenziali cornuti vadano in giro con la giacca voltata per il verso della fodera a fare gli auguri agli amici … perché?
Sicuramente per sdrammatizzare “le corna” facendo capire che tutte le cose, come la giacca,  possono essere accettate anche ... alla rovescia.

Ultimo aggiornamento ( martedì 11 novembre 2008 )
 
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