Emergenza Diossina: riunione a Roma, comunicato di PeaceLink |
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martedì 17 febbraio 2009 | |
Siamo profondamente preoccupati per la riunione tecnica di Roma in cui gli "esperti" governativi hanno operato in schiera per tentare di smontare la legge regionale antidiossina. Le avevamo scritto in passato con fiducia e invitandola a competere con la Regione Puglia non sul piano della polemica politica ma sul piano del miglioramento concreto dell'ambiente e della salute. Taranto ha diritto di godere degli standard di protezione europei in virtù del più elementare diritto moderno: il diritto all'eguaglianza. 16 febbraio 2009 - Peacelink (Alessandro Marescotti)
Al Ministro Stefania Prestigiacomo
Non vogliamo essere condannati alla nostra diossina quotidiana. In nessun'altra città europea forzerebbero la popolazione a tal punto.
Gentile Ministro, non intendiamo soccombere. Abbiamo deciso di esercitare tutto il nostro potere di cittadini sovrani per difendere il nostro futuro. Ci sta a cuore il futuro delle nuove generazioni. La nostra iniziativa non conosce distinzioni di credo politico né di ceto sociale. La città è unita in un elementare spirito di legittima difesa. Taranto ha diritto di godere degli standard di protezione europei in virtù del più elementare diritto moderno: il diritto all'eguaglianza.
Gli operai dell'Ilva non ucciderebbero i loro bambini pur di lavorare. Ne siamo sicuri. Hanno coscienza, senso di responsabilità e reclamano come noi una città che non sia disumana, in cui la diossina sia combattuta e non succhiata fin dai primi giorni di vita. Le avevamo scritto in passato con fiducia e invitandola a competere con la Regione Puglia non sul piano della polemica politica ma sul piano del miglioramento concreto dell'ambiente e della salute.
Non potete ignorarci. Noi esistiamo. Noi respiriamo. Noi abbiamo degli affetti. Noi abbiamo cura dei nostri figli. Noi accudiamo i nostri malati, assistiamo i nostri anziani. Noi abbiamo senso di responsabilità e vogliamo dare un significato alla nostra vita e anche alla nostra sofferenza.
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< Vid quidd d'apprim. | Vid 'nnotre. > |
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