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domenica 24 marzo 2019
 
 
a piscia bagna u liette e u cule ‘bbusche PDF Stampa E-mail
L'ha scritt carlo "u sinnache"   
venerd́ 05 febbraio 2010
 Avevo riunito alcuni amici nella sala da pranzo situata a longitudine 17°45’32” E - latitudine 40°15’12” nella umile magione estrussa da un mio antico bisavolo ed insieme degustavamo una prelibata porzione di “chateaubriand” cotta alla griglia e degnamente accompagnata da salsa bernaise. Mentre mostravo loro quanto fosse facile stappare una Raffo con l’apribottiglie Screwpull modello Lever 2 di cui avevo appena dotato la mia modesta cucina, notai durante l’esecuzione di una versione lounge di “Tequila” l’ennesima stonatura del solista di charango che componeva il complessino di cinquantotto elementi da me ingaggiato per rallegrare con ritmi latino-americani il nostro frugale desinare.

Con la severità dovuta ad un tale misfatto stigmatizzai l’accaduto protestando aspramente col direttore d’orchestra il quale, al termine della mia ramanzina, commentò a capo chino e sotto voce “Essì, a piscia bagna u liette e u cule ‘bbusche!” (Il pene bagna il letto ed i glutei vengono percossi per punizione) proprio mentre vicino a noi transitava il felpato Archibald, l’azzimato maggiordomo che considerava il suo operare più una missione che una professione.

 
Stupito e sorpreso di tale turpiloquio, mi interrogò con lo sguardo in merito ai gravi motivi che avevano causato la scurrilità appena udita; provvidi a tranquillizzare con un gesto della mano l’attento gentiluomo inglese e, con il secondo fine di alleviare la tensione seguita al mio rimbotto, provvidi subito a cerziorarlo sul significato dell’espressione a lui sconosciuta.
All’uopo consultai la autobiografia di Michel Cimino, famoso regista italo-americano de “Il cacciatore”, film le cui scene in esterna furono girate nella pineta alla periferia di Taranto che, proprio in ricordo di questo avvenimento, dal regista prese il nome.Il Cimino ricorda nel libro una sua partecipazione al “David Letterman Show” durante la quale, prendendo spunto dai temi che avevano ispirato il film prima citato, esprimeva tutto il suo rammarico per il sempre più elevato numero di innocenti vittime civili negli ultimi conflitti armati che hanno insanguinato il mondo; per meglio palesare il senso di questa ingiustizia il regista usò proprio l’espressione “Just like when dick wets the bed and buttocks are beated”, traducendo quella imparata all’ombra dei pini tarentini durante le riprese. Il Cimino descrive lo stupore dell’anchor-man e riporta la spiegazione chi gli fornì, premettendo innanzitutto che, come molti detti popolari, anche questo vede protagonisti i principali organi del sistema genito-intestinale che vengono “umanizzati” e considerati come singoli e coscienti attori e vittime di un evento e non come parti di un tutt’uno anatomico come in effetti sono.Il detto esprime sostanzialmente la mai troppo condannata eventualità che vede una punire un innocente per un reato da altri commesso.L’allegoria è rappresentata da un incolpevole coppia di natiche che vengono sculacciate a causa di una polluzione notturna fuoriuscita da una incontinente vescica; il significato reale è oggi ancora più evidente di ieri, una sedicente Giustizia, cieca come la Fortuna ma senza l’equanime bilancia della Legge che si lancia furiosa come una novella Erinni contro il malcapitato bersaglio della sua vendetta, additato come colpevole più dalla vox populi che da inconfutabili prove oggettive, portandoci a prendere atto di defenestrazioni di segretari politici per le indebite sottrazioni di denaro effettuate dai tesorieri di partito, operai licenziati a causa del fallimentare tentativo di coniugare per anni in una copula contronatura politiche di rispetto ambientale e di industrializzazione pesante, allenatori defenestrati dall’oggi al domani a causa dello scarso rendimento di uno o più elementi della squadra da loro guidata.
 
< Vid quidd d'apprim.   Vid 'nnotre. >
 
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