Quest’anno a casa di Caitàne e Ciòdda è una Pasqua speciale, finalmente hanno a pranzo i loro tre figli Ntunùccio, Cìccie e Felìna con le loro famiglie. I preparativi sono cominciati un mese fa, quando Ntunuccio, che sta a Roma, ha confermato che scendeva. Sono le otto della mattina di Pasqua e Ciòdda è in cucina, dove zitta zitta ha preparato la colazione e mentre mette a cuocere il ragù entra il marito:
“Bongiorno e augurie Ciò, Bona Pasche…ma a c’è ore t’è azàte stamatìne’?” “eh, preste, ancora no se vedève….Bona Pasche Caità. Pigghiamene stu' cafè và”
Approfondivo la mia conoscenza dell’idioma giapponese in compagnia di Sethodò Melosuki, piacente figlia del Sol Levante, quando Archibald interruppe sul più bello il confronto delle nostre lingue informandomi che i muratori che stavano ristrutturando l’ala nord-nord-est del mio modesto domicilio avevano dovuto interrompere i lavori poiché avevano dimenticato di dotarsi di una “malepeggio”, la martellina con un taglio a scalpello e l’altro a punta senza la quale erano impossibilitati a proseguire la loro opera.
2. Scompatta e copia il contenuto nella cartella "voices" del disco fisso che vedrai comparire quando colleghi il TomTom al combùter
3. Avast! è f'nìit!
Ultimo aggiornamento ( sabato 20 marzo 2010 )
No cot' a canE, no mustazzE a jattE E NO CCULE A CRISTIANe
L'ha scritt carlo "U Sinnache"
mercoledì 17 marzo 2010
Mentre discutevo degli ultimi fatti di cronaca con Archibald, il mio prezioso ed impagabile (e perciò da sempre senza stipendio) maggiordomo mi chiese quale fosse il mio punto di vista in merito al perdurante conflitto tra ebrei e palestinesi.
Risposi laconicamente "NO COT' A CANE, NO MUSTAZZE A JATTE E NO CCULE A CRISTIANE" (non [toccare] la coda ad un cane, i baffi ad un gatto ed il sedere ad un uomo) per poi constatare che il significato del mio laconico commento sfuggiva al mio britannico interlocutore.
TARDE – FOGGIA = 0 A 0… HONNE CHIATRATE L’ALIJEEEEEEE!
L'ha scritt Aldo "Diecipalazzine"
lunedì 08 marzo 2010
Ajere ‘nu chiatramiende… una gelatura allo Iacovone. E si… ieri con il freddo le olive di tutti…. ehehehe… si sono ghiacciate. Specialmente quidde de le tefuse. Spacco qua! Spacco la! Serie B!… Play Off!… Sime le megghje… e po? Facime ‘na partite a uecchje! A niendehaservute ‘u cazziatone d’u Presedende. Già ind’u prime tiembe avime accumenzate cunigghie – cunigghie. Qualche bell’azione si è vista e la pallanon è entrata sia per la bravura del portiere del Foggia… ca s’aveve apierte le valvele, sia per l’imprecisione dei nostri ca ‘a porte nonge a canoscene… specialmente FERRARO e SCARPA.
Dopo un paio d’ore di infruttuosi tentativi di spiegare le regole base della pirobazia ad Archibald, il gentiluomo da camera 25 ore al giorno attento a soddisfare ogni mio desiderio, ho esclamato deluso: “T’AGGHIA ‘MPARA’ E T’AGGHIA PERDERE” (devo istruirti e ti devo perdere).
La frase è assai usata quando si voglia esprimere la dolorosa certezza che, nonostante i nostri sforzi, la persona che stiamo cercando di istruire si dimostrerà assolutamente renitente e refrattaria ad adeguare e modificare il suo discutibile comportamento.