Leggere il racconto di Angela Ferilli e ricordare il famoso aneddoto del Maestro cinese è stato tutt’uno; in entrambi i casi, con buona pace di Marzullo e Calderon de la Barca, vita e sogno, realtà e immaginazione si fondono, si intrecciano, si specchiano e si evocano. L’aver personalmente conosciuto l’autrice del racconto, i suoi protagonisti e le loro vicende mi fornisce ancor più chiaramente lo spessore affabulatorio di Angela, che si tuffa in una storia vera eppure incredibile, rendendola ancor più affascinante ed intrigante da artista quale è, senza appesantirla con inutili voli pindarici ma sottolineando con pennellate tanto invisibili quanto efficaci i momenti salienti.
Tutto si è compiuto… … anche quest’anno la Chiesa del Carmine ha accolto le statue della Passione e i Confratelli che nazzecànne a’ scazàte, le hanno portate in processione per le vie del borgo attenendosi scrupolosamente all’osservanza degli antichi gesti della tradizione religiosa. Ora che tutto è finito si pensa già all'anno prossimo... a cosa fare per non ripetere gli errori fatti... tutti gli errori, nella vita quotidiana e durante questi riti sacri...
... anche quest'anno abbiamo risentito le bande che con le loro marce funebri hanno cadenzato il pellegrinaggio dell’Addolorata e la processione dei Misteri.
A quest’ora siamo reduci del pranzo Pasquale che ci ha ridotti in poltrona in pieno abbiocco postprandiale, spossati dalla magnalonga, e coi lardominali sotto sforzo, siamo troppo stanchi per pensare a quello che abbiamo ingurgitato, tantomeno al perché……..
I simboli della Pasqua sono : l’agnello , simbolo sacrificale la colomba, simbolo di pace. l’uovo, simbolo di rinascita Simboli che si materializzano anche sulla tavola Pasquale, oggi come ieri…
Il pranzo del giorno di Pasqua era molto atteso e preparato curandolo scrupolosamente nei minimi particolari.
Cataldo rientra dopo aver fatto la prima spesa mattutina e non fa a tempo ad appoggiare le buste che ... Nà Catà ... mènumale ca è tùrnate ... pròpre a te stè pènzave ... quànne me sèrve Catàvete nònge stè maje!
Dìmme cèssò ca te sèrve Marì ... cèssò ca ha sùccesse?
Hagghije mìse a fà ‘a lavatrìce ... e stà càvule de pùrtelle nònge s’àchiùde chiù!
Còm’è ca nònge s’àchiùde chiù?
Cè ssàcce ije ... fàzze, spìnghe, càrche e nònge se màndène àchiùse, ‘ngùne vòte màndène e ‘ngùne vòte mànghe s’àzzècche ... àve n’òre cà mè stònne ‘nturtògghijene le ‘ndràme pè stù fàtte!
Mò vèdime cè jè ù pròbbleme!
Cataldo attentamente osserva e cerca di stabilire il motivo per cui l’oblò della lavatrice non si chiude.
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Mentre mi dedicavo per diletto allo sfoltimento di una siepe di "Buxus sempervirens" che adorna un lato del parco in cui è situata la mia avita magione, un colpo di vento ha portato ai miei piedi, come la piuma di forrestgumpiana memoria, una pagina del "Corriere del Giorno".